
I personaggi e la trama sono degni di Billy Wilder. Lo stile un po’ meno. Ma la lettura di Zia Mame, bestseller di ritorno (quando fu pubblicato, nel 1956, vendette due milioni di copie), è sempre piacevole.
Prendi un libro caduto nell’oblio, tra il romanzo di formazione e la commedia sofisticata, aggiungi una nota biografica sul misterioso Patrick Dennis, pseudonimo di Edward Everett Tanner III, scrittore dalle molte vite e dalle innumerevoli risorse. Ed ecco il libro ideale per l’estate: leggero e divertente più di un Wodehouse d’annata. Se poi sul risvolto pubblichi l’avvertimento che l’autore immaginò per il lancio, sei sicuro di catturare i lettori: «Quel cialtroncello di mio nipote Patrick ha scritto un libro su di me che trovo estremamente scurrile. E soprattutto per nulla veritiero. Pensa, racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda in un dormitorio di Princeton. Smentisco nel modo più categorico: non era Princeton, era Yale».
Si ride a ogni pagina per i vezzi, i tic le manie dell’adorabile zietta, così snob da trascendere ogni forma di snobismo. Unico neo della traduzione italiana: l’abuso di termini come l’orribile «cicinino» che fanno venire l’orticaria a chi è nato da Roma in giù.
Patrick Dennis, alias Edward Everett Tanner III, è l’autore di molti altri libri: una buona notizia per noi lettori; ottima per Adelphi, che dopo aver raschiato i fondi di barile della Mitteleuropa trova così un’altra miniera d’oro.
Patrick Dennis, Zia Mame, Adelphi, Milano, 2009, pp. 382 (a cura di Matteo Codignola)